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Forum- My Fashion girl.it, gioco di moda! Gioco di ragazze e per ragazze!

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#26 Il 17-08-2013 a 14h29

Numerik
Antonella21
*non diventare l'ennesimo adulto infelice*
Messaggi: 12 041

Complimenti Antlya , mi piacciono molte le storie sui vampiri!! /modules/forum/img/smilies/content4.gif Se ci sarà un seguito sarò felice di leggerlo!  /modules/forum/img/smilies/bimbo/clein-d-oeil.gif


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#27 Il 24-08-2013 a 10h17

Debuttante
...
Messaggi: 4

Un giorno ero rimasta sola a casa e giocavo al computer, ma ad un tratto era andata via la luce, siccome non sapevo dove era la chiave dell' interruttore sobbalzai sul letto, il mio viso diventò pallido, più di quanto non lo fosse adesso, incominciai ad urlare a squarciagola:- Aiuto! Aiuto!
Sentii qualcosa strisciare e muoversi proprio sopra la mia testa, incominciai pure a sudare ma il mio viso rimase ancora pallido, inseguito mi rifugiai sotto le mie coperte pensando "Non ti preoccupare è solo un incubo" , per un attimo ci fu silenzio proprio quando sentii la chiave nella serratura girare ... i miei genitori era tornati a casa ...  ma purtroppo c'era ancora un pensiero che mi tormentava ... " Era solo la mia immaginazione o veramente c'era qualcosa che strisciava sopra la mia testa" °-°

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#28 Il 24-08-2013 a 19h34

Niente male
Keep calm and be a slytherin
Messaggi: 42

Lalla, davvero un bellissimo racconto e spero ci sara un seguito.

LUCAS.
Che noia la caccia,le solite prede,le solite reazioni e immancabilmente i soliti sapori.
Ma è una necessità altrimenti morirei...a ecco chi aspettavo,stasera ho deciso di cambiare il mio solito genere di preda,di solito preferisco le bionde abbronzate... ma non mi soddisfano manipolare la loro mente è troppo facile e oltretutto appena vedono un bel esemplare maschile non ragionano più.
No,questa sera ho optato per una moretta dalla pelle di porcellana,molto carina.Le ho detto come mi chiamo e ho aggiunte che l'avrei aspettata fuori...eccola arriva.

MARIKA.
questa sera un bel ragazzo a tentato di rimorchiarmi in quel locale SUPER IN appena aperto mi sono sorpresa,non voglio affatto dire di essere brutta solo che lui è bellissimo mi ha detto di vederci fuori,e dopo un po ho deciso che volevo andarci,lo vidi fuori appoggiato al muro,mi sorrise,aveva i denti bianchissimi.
mi avvicinai pronta a un bacio pieno di passione,ma invece sentii un pizzico sul collo...lui era sopra di me,mi aveva spinta contro il muro,si stacco da me,mi guardo,e mi sorrise compiaciuto,sulla sua bocca un rivolo di sangue...il mio sangue,mi bacio con irruente passione-ecco il bacio che cercavo,ma nonostante ciò mi staccai.
"PERCHE ?"-gli chiesi.
"PERCHE MI PIACI"-mi rispose.

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#29 Il 25-08-2013 a 23h00

Più più
Aelendyl
And till my ghastly tale is told, This heart within me burns
Messaggi: 155

Ooooh, ma che carino questo topic, quasi quasi provo anch'io a scribacchiare qualcosa. L'ho scritto un po' di tempo fa per un compito di lingua (dovevo partire da un'immagine che ritraeva un paio di scarponi), ma la storia mi piaceva e la credevo sprecata per un semplice compito scolastico /vendor/beemoov/forum/../../../public/forum/smilies/tongue.png Quindi eccola qui

Il sole pallido e lontano di gennaio proiettava nuovamente la sua luce fioca sulla città, che già cominciava a ridestarsi dal torpore del sonno. Ammirare il mare che scintillava calmo e silenzioso sotto i raggi mattutini era sempre uno spettacolo magnifico. Dalla sua panchina sul molo, Jeff strizzò gli occhi stanchi fissando con astio il sole che sorgeva. Ce l’aveva fatta, era sopravvissuto un’altra notte. Ma per quanto tempo ancora?
Jeff. Ovviamente diminutivo di Geoffrey, ma Jeff per gli amici. Gli amici che non aveva più. Uno ad uno, se n’erano andati tutti, per lavoro, per motivi economici, qualcuno perché se l'era portato via la malattia, qualcuno perché era decisamente giunta la sua ora. I suoi genitori, invece, erano morti da tempo, mentre sua moglie se n’era andata, dopo quattro anni di matrimonio, insieme ad un tizio di cui Jeff non conosceva nemmeno il nome. E poi lui non era mai stato bravo a farsi degli amici: era un tipo scontroso e burbero, poco socievole con i conoscenti, diffidente con gli estranei, orgoglioso, chiuso e taciturno. Per questo era rimasto solo. A cinquant’anni suonati, dopo la perdita del lavoro e della casa a causa dei debiti, Jeff si trascinava per i vicoli della città senza sapere come tirare a campare. Le sue giornate trascorrevano così: rimediava un lavoretto quasi sempre mal pagato, si procurava qualcosa da mettere sotto i denti, la sera tornava alla panchina, si raggomitolava nella sua unica coperta fingendo di non notare le occhiate sdegnose dei passanti, e si addormentava nella speranza di dimenticare tutto.
Quel giorno non era diverso dagli altri. La sera, mentre passeggiava sul molo, si fermò di fronte ad uno scatolone rovesciato, abbandonato lungo la strada. Raccogliendolo da terra, vide che al suo interno c'erano due cuccioli: due cagnolini, piccoli, fragili, soli come lui. Li fissò, poi alzò gli occhi a osservare il cielo scuro, quindi tornò di nuovo a guardare i cani. D’impulso, li prese e tornò alla sua panchina sul molo.
Jeff non si alzò più da quella panchina, né quella sera, né la notte, né la mattina dopo, quando due bambini, usciti con la madre ad ammirare la coltre di neve caduta durante la notte, gli passarono accanto.
“Mamma, che cosa sta facendo quel signore?”
“Non lo toccare, tesoro, lascia stare.”
“Ma perché si è tolto le scarpe, mamma?”
Mentre la madre cercava di trascinarli via, uno dei due scarponi ai piedi della panchina si mosse. La signora arretrò, ma uno dei bimbi aveva già raccolto la calzatura: all’interno, avvolto tra gli strati di una coperta lacera, un cucciolo di cane scalciava freneticamente con le zampette. Quando la madre raccolse l’altra scarpa, scoprì che anche quella ospitava un cucciolo. I bimbi erano raggianti.
“Mamma, mamma, ti prego, ti prego, possiamo tenerli?”
"Sì, ti prego, mamma, per favore!"
La madre acconsentì, non sapendo resistere all’insistenza dei figli. Ognuno dei due bambini prese un cagnolino e si avviò, mentre la signora si fermava un istante ad osservare Jeff, rannicchiato sulla panchina. Poi il suo sguardo cadde sugli scarponi. Erano due semplici, logori scarponi invernali, visibilmente sciupati, con le suole consumate. Ma erano bastati a salvare la vita ai due cagnolini.

Ultima modifica di Aelendyl (Il 26-08-2013 a 17h11)

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#30 Il 25-08-2013 a 23h49

Argento
Antlya
"This is me.."
Luogo: Wonderland
Messaggi: 14 185

Oh Aelendyl, è una storia bellissima!!! /modules/forum/img/smilies/bimbo/malheureuse.gif
Complimenti davvero per la tua fantasia!!! /modules/forum/img/smilies/epingle.gif


https://photo.myfashiongirl.it/it/1/59/moy/47024.jpg

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#31 Il 26-08-2013 a 14h26

Niente male
Keep calm and be a slytherin
Messaggi: 42

aelendyl complimenti ai davvero talento /vendor/beemoov/forum/../../../public/forum/smilies/smile.png mi è davvero piaciuta la tua storia.
MI HA SALVATA UN ANGELO.
Parigi.tutti dicono che è magica ma in realtà è un incubo,soprattutto per me che sono una cacciatrice di demoni.Ma questa sera sarà diverso,io e il mio time abbiamo in mente di chiedere aiuto agli angeli per porre fine al'invasione di demoni in questa maledetta città.
Gli angeli e i demoni vivono tra  noi sono politici,si sono infiltrati tra le forze dell'ordine e a volte anche in mezzo a noi cacciatori...in fatti ora ci stiamo recando dall'Arcangelo Raffaele in persona,vive in una villetta con giardino in RUE DE LA PAIX,li lo incontrerò in privato per chiedergli umilmente aiuto,e dovrò offrigli qualche cosa in cambio perché non bisogna farsi ingannare dalle ali e dall'aria serena e pacifica,gli angeli sono crudeli e capricciosi.
Entrai mentre il mio time di agenti rimase di guardia,la casa all'interno era magnetica ma non accogliente potrei dire molto fredda,pavimenti in marmo bianco e arredamento...bè...bianco,prosegui fino al suo ufficio,bussai e non ricevendo risposta entrai.
"CON PERMESSO"-mi ritrovai davanti,la figura maschile più bella che avessi mai visto.
"ATTRAENTE"-fu poco più di un sussurro mi era scappato ma nonostante questo lui lo senti e le sue labbra carnose-dio quanto avrei voluto assaporarle-si piegarono in un sorriso compiaciuto di chi sapeva di essere attraente.
"BENE,OTTIMO INIZIO PER UN INCONTRO DI NEGOZIAZIONE".questo basto a farmi arrossire violentemente,ma che cosa ero diventata una ragazzina che si scioglie davanti ad un bel visino... no assolutamente no, mi diedi un contegno e ritrovai la lingua.
"MI CHIAMO ALICE TRHILAIR,E SONO QUI PER CHIEDERE IL SUO AIUTO IN CAMBIO DI QUALSIA SI COSA DESIDERA,LA PREGO CI AIUTI A ESTIRPARE IL MALE DA PARIGI".gli dissi con tono autoritario ma non eccessivo.
"CHE COSA SEI DISPOSTA AD OFFRIRMI?".
"LEI CHE COSA VUOLE?".lo sfidai,non sapevo da dove avevo tirato fuori tutta quell'audacia.
"VOGLIO TE ALICE,HO SEMPRE VOLUTO TE ALICE DAL PRIMO MEMENTO CHE TI HO VISTA 5 ANNI FA".il giorno in cui mi salvo la vita.


spero vi piaccia ditemi se volete un seguito:).

Ultima modifica di nives99muse (Il 26-08-2013 a 14h27)

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#32 Il 13-09-2013 a 00h34

Debuttante
...
Messaggi: 0

Ragazze siete bravissime quasi quasi scrivo una storia anch'io ^^'

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#33 Il 23-09-2013 a 15h28

Argento
Antlya
"This is me.."
Luogo: Wonderland
Messaggi: 14 185

Raccontino tratto dal sogno che ho fatto stanotte!!! /modules/forum/img/smilies/fou rire.gif

La piazza era ghermita di gente. Kaia aspettava la sua migliore amica, puntuale come sempre, alle 8 di sera: avrebbero passato una bella serata al centro commerciale, pizza, chiacchiere e tante risate come facevano spesso. Finalmente la sua amica Emily arrivò, e si avviarono in macchina. "Voglio portarti in un bar che hanno appena aperto, è fantastico!" le disse Emily. Fuori, la notte cominciava a tingere di nero il cielo: era una serata stranamente buia.
Arrivate, Kaia e Emily parcheggiarono ed entrarono nel centro commerciale: c'era molta gente e una strana agitazione aleggiava nell'aria; "Chissà che succede, sembrano tutti allarmati!" disse piano Kaia all'amica, "Magari è il tempo, o sono in ritardo... Vieni, passiamo di qua" rispose Emily. Superarono un mucchio di gente che si dirigeva nella direzione opposta, e finalmente entrarono nel bar: era deserto, e buio.
"Penso sia chiuso Emi" disse Kaia. "Non ci credo, nell'orario diceva che sarebbe stato aperto! Sediamoci qui e aspettiamo un attimo!" propose Emily. Kaia aveva una brutta sensazione: la gente nel centro commerciale sembrava agitata, e molti stavano convulsamente cercando di dirigersi verso le uscite più vicine. "Qualcosa non va... Che posto è questo?" Kaia si voltò e cercò l'insegna del bar: la scritta recitava "LA TANA DEL LUPO". Nulla di promettente. "La gente sta uscendo di corsa Emi, c'è qualcosa che non va. Andiamo via anche noi, mangeremo altrove...".
Non ebbe tempo a finire la frase che, voltandosi, si trovo l'amica a due centimetri dal naso: aveva uno strano sorriso e le pupille si erano ristrette. "Oh no - disse - siamo nel posto giusto mia cara!". La pelle di Emily cominciò a raggrinzire e diventare di color viola pallido, mentre gli occhi si tingevano di rosso e due canini giallini si allungavano dalle sue labbra. Kaia trattenne un urlo di orrore: "Non può essere!!!". Emily ora sembrava più snella del solito e più alta: i capelli erano scarmigliati e un sorriso cattivo lasciava intravedere i canini lucenti, le unghie delle mani erano cresciute a dismisura. Non era più la sua migliore amica. "Siamo nel posto giusto per mangiare!!!" Kaia sentì gli artigli del mostro che le affondavano nelle spalle e venne catapultata all'indietro dall'attrito del suo salto. Il mostro rise e Kaia tentò di rimettersi in piedi a fatica: doveva scappare o difendersi. Una strana forza si impossessò di lei, e sentì che poteva farcela a reagire; si alzò e scaraventò la sedia più vicina contro la bestia che la assaliva: si infranse contro le sue gambe. Il mostro sembrò stupito, ma subito tornò all'attacco. Ringhiando provò a trafiggerla con gli artigli, ma Kaia inaspettatamente schivò ogni attacco e gli rifilò un pugno sul naso. "Ma cosa mi succede?" pensò. "Una cacciatriceeee.... - mormorò una voce nella sua testa - sei una cacciatriceee, discendi dalla loro stirpeee...."; che cosa voleva dire? Il mostro ora si era infuriato e tentò di azzannarla: Kaia reagì prendendo un piatto e facendoglielo mordere al posto del suo braccio. Poi saltò sul bancone e afferrò dei coltelli: "Siamo al dessert tesoro!!" e li lanciò contro la bestia, che urlò di dolore. Kaia gli saltò addosso e gli afferrò il collo con le mani, stringendo forte la presa: il mostro però non si rassegnò e strinse la testa sul collo, rimpicciolendola e mordendo forte le braccia di Kaia, che però non mollò la presa. Gli stampò una ginocchiata nello stomaco, così il mostro le lasciò le braccia, e serrò ancora di più la presa. La bestia cominciò a sussultare e cercò di dimenarsi, ma la stretta di Kaia era inaspettatamente troppo forte. In pochi minuti smise di respirare e crollò al suolo.
Kaia si rimise in piedi e cercò qualche tovagliolo in cui asciugarsi le ferite. Non riusciva a capacitarsi di quello che era successo. La sua migliore amica era un mostro! Aveva tentato di ucciderla per mangiarsela! Ed era avvenuto il contrario: lei aveva ucciso Emily, o meglio, il mostro che si era impossessato di lei. Ma cosa stava succedendo?? Erano tutti impazziti???. Kaia si sentiva sperduta.
"Kaia!!!" una voce la fece voltare di colpo: era Jay, il suo ragazzo!! Kaia si gettò fra le sue braccia singhiozzando. "Che ti è successo?? Stai bene?? Sei ferita!!" le chiese. La ragazza tentò di spiegare l'accaduto: "Emily... Mi ha aggredita... Non era lei! Io... credo di averla uccisa..." si strinse a lui ancora di più. "Capisco..." disse lui.
Le sollevò il mento e la guardò negli occhi: "Ora sai tutto Kaia".
Per poco la ragazza non svenì. Gli occhi piccoli e l'espressione sorridente con cui la stava fissando Jay erano gli stessi con cui l'aveva fissata la vecchia Emily per l'ultima volta.


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#34 Il 27-11-2013 a 20h55

Power
kikaa
La cattiveria può nascere dalla gentilezza,e la gentilezza può nascere dalla cattiveria
Luogo: Torino
Messaggi: 556

Non sapeva bene cosa sarebbe successo da lì in poi e questo la turbava non molto.
Era un freddo inverno di Dicembre quando udì quelle parole che uscivano dalla sua bocca; era certa che le decisioni di quel momento avrebbero cambiato totalmente la sua vita, ma c'era un problema che l'affliggeva più che mai non era sicura di essere la donna giusta per sposato lo scapolo più famoso di New York.
Aria non era di certo la 23-enne più bella del mondo e ritrovarsi tra le braccia di Nick era quasi un sogno per lei che non riusciva a mettere bene a fuoco: <<Aria ho intenzione di sposarti ?!>> sentendo quelle parole nuovamente ritornò con i piedi per terra ancora scossa e confusa riguardo alla situazione: <<e...e..cco Nick io non capisco>>.
Nick di certo aveva le sue buone ragioni per volere quella donna al suo fianco e niente lo avrebbe fermato nel far si che lei fosse solamente sua e di nessun'altro: <<ti sto chiedendo se vuoi essere mia moglie, santo cielo Aria ci conosciamo da così tanto tempo e in questi ultimi mesi abbiamo lavorato molto bene insieme, sei una donna fantastica piena di grinta e determinazione mi hai fatto conoscere lati di me che non conoscevo ...>> lei togliendo una ciocca di capelli dal suo viso lo interruppe con voce roca e con un filo di rabbia che le cresceva sempre più in gola: <<ho capito bene quello che vuoi Nick!! solo che non capisco come tu sia arrivato a una conclusione tanto affrettata, senza nemmeno ... beh ecco senza nemmeno chiedere il mio parere>> era evidente che era molto arrabbiata e lui di certo non le aveva concesso appuntamenti per poter conoscerla meglio fuori dall'ambito lavorativo e capiva bene il disaggio che si era formato dopo la sera in cui lui l'aveva praticamente obbligata in un'unione fra loro: <<senti capisco la tua rabbia ma non vedo altra scelta !!>>; frustrata e amareggiata per le ultime parole di Nick si rigirò su se stessa e si incamminò verso la porta: <<Non sei obbligato a sposarmi solamente per quello che è successo ieri sera .... sai ho una dignità anch'io !!>>.
Con le lacrime agli occhi camminò più veloce che poté, fece tutte le scale di corsa senza prendere fiato era molto arrabbiata perchè nell'istante in cui l'aveva visto non riusciva più a toglierselo dalla testa era evidente l'amore che provava nei confronti di Nick, ma lui non l'amava e lei non voleva di certo infilarsi in un matrimonio solo di nome.

Ultima modifica di kikaa (Il 27-11-2013 a 21h01)

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#35 Il 30-11-2013 a 19h24

Power
LittleStar
You ignite all the colors inside my heart. ♥
Luogo: Roma ♥
Messaggi: 526

Spero di non superare le righe.. /modules/forum/img/smilies/goutte.gif

-Buongiorno…si? Ah,ricordo..si,per oggi sono disponibile e verrò per condurre l’esperimento.- *Riattaccai*
Fu così che cominciò tutto,non vedevo l’ora che venisse questo giorno,se avessi fatto un sogno da favola avrei potuto giostrare tutto a mio favore e condurre finalmente la mia giornata ideale!
Arrivo davanti all’edificio e il ricercatore non mi sembra un tipo affidabile…ma in compenso la stanza è ben organizzata.Mi sdraio sul lettino e noto che la macchina ha uno strano colorito rosso,sarà una macchina fatta apposta per i sogni..i sogni che preferisco! In men che non si dica,mi addormentai e quale posto migliore di non trovarsi sennonchè la mia stimatissima 2°A? Il sogno che feci quel giorno fu davvero strabiliante. La preside aveva un vestito Rock e suonava la chitarra nella nostra classe,inoltre affermava di essere un’aliena venuta dallo spazio per mettere brutti voti a noi studenti. Ci rimasi parecchio perplessa,anche se,dopotutto,sapevo benissimo di  star sognando percui…cosa mi vietava di disturbare le altri classi assieme a quel simpaticone di Niccolò? Convincerlo non fu facile,ma ci riuscii,dopotutto l’idea di – rompere le scatole ai primini – lo divertiva molto. La cosa filava liscia,fin troppo bene,finchè non ci ritrovammo davanti alla fatidica 1°B. Anche se ero sicura fosse tutto un sogno mi sarei aspettata le peggio cose da quel simpaticone di Andrea. Prima però che io potessi ribadire ogni sua decisione,Niccolò fece irruzione nella classe e la cosa spontanea che avrei dovuto fare sarebbe quella di dirigermi verso Andrea,invece non l’ho fatto,stranamente lo fece lui. Si avvicinò a me e con un sorriso mi disse:-Ehy!Oggi chi vi manca?O ti manco io?Beh,non sarei sorpreso da questa cosa sinceramente!- Ero letteralmente scettica sulla sua affermazione,ma allo stesso tempo felice pur sapendo fosse solo un sogno.Approfittai bene della situazione e cominciai a parlare con lui..a differenza di come si dimostrò in passato sembrava un bravo ragazzo,ci teneva a me e si sentiva. Smise di parlare per un po’ (Cosa strana,di solito con me non apriva bocca) prese la mia mano e la alzò in aria:-Gente!Questa qui è la mia ragazza!!-  “S-Seriamente??!!” Fu l’unica parola che riuscii a dire. D’un tratto però la classe cominciò a deformarsi e mi ritrovai in una stanza buia,che era formata da 3 lunghi corridoi;corrispettivamente ai colori Giallo,Verde e Rosso erano Passato,Predente e Futuro. Una voce mi indicava:”Seguendo uno dei tre tunnel,avrai la possiblità di vivere il tuo passato,scoprire il presente e navigare verso il futuro. Potevo scegliere solo una di queste porte,mentre la voce man mano scompariva apparvero 3 specchi. Nello specchio Giallo c’era raffigurata la mia infanzia,tutto quello che successe nel mio passato,quello che volevo cambiare potevo farlo. Un altro raffigurava il presente e da lì potevo osservare ed entrare nella mente delle persone per capire e sentire quello che sentivano. L’ultimo era il tunnel più freddo,quello del futuro. Davanti a questo c’era una scritta: “Il futuro fa male,ma se scoprirlo vorrai,nella porta entrerai.” L’idea del futuro mi spaventava,ma era quella che preferivo..strano,di solito mi affido alla fortuna e così feci. Entrai nel tunnel e mi ritrovai a scuola. L-La scuola?Precisamente la palestra. Ero accasciata al muro,insieme alla mia amica Giulia. Eravamo divisi e Andrea era seduto proprio lì a appena 3 metri da me. Discuteva con Marco mentre diceva chiaramente che il nostro fidanzamento era rotto non pensando minimamente a cosa potessi pensare io. Ero uno spirito e non potevano né vedermi né sentirmi ma la me del momento aveva un’espressione persa. Tutt’un tratto mi svegliai,ne avevo abbastanza. Il ricercatore mi chiese cosa fosse successo,avevo versato qualche lacrima. Non glielo dissi,ma sapevo che prima o poi sarebbe accaduto quello che avevo visto nel mio sogno.   


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#36 Il 30-11-2013 a 22h31

Debuttante
...
Messaggi: 0

Dato che ho visto da poco Star Wars ho deciso di scrivere una storiella originale ma ambientata nel mitico mondo degli Jedi! /modules/forum/img/smilies/miou.gif

"Per oggi fanno 4 CI (Crediti Imperiali)" "Solo 4 CI?? Alen, con queste riuscirò a malapena a pagarci le medicine di mia madre!". L'omone Burb (una specie di mezzo uomo e mezzo rospo) dietro alla cassa, alzò appena gli occhi sulla ragazza umana, e con aria esasperata esclamò "Non mi importa niente di tua madre! Tu hai portato 4 pacchi e la paga è questa, se hai ancora voglia di lamentarti, te ne puoi andare!... Anche se non credo proprio che qualcun'altro sia disposto a prendere una strana come TE!" Fissando in modo sprezzante gli occhi della ragazza: erano gialli, un colore insolito e 'maledetto' secondo la maggior parte delle razze, soprattutto per gli umani. "E ora vattene, Nira!!!". La ragazza prese in gran fretta il denaro che il capo aveva lasciato sul bancone e poi infuriata uscì dal locale.
In quei tempi tutto era più difficile.  Era da anni che andava avanti in quel modo facendo la 'postina per carichi importanti e/o speciali'. La gente del pianeta che si poteva permettere droidi-postini era solo una minima parte e chi non aveva questo lusso, o si rivolgevano a gente come Alen, che possedevano una piccola azienda apposita, oppure dovevano rinunciare. E la gente che rinunciava aumentava di giorno in giorno, togliendo a Nira quei pochi clienti che le davano un minimo guadagno.
Passando per i vicoli a passi svelti, la ragazza udiva distintamente sulla sua testa i veicoli che sfrecciavano e si incrociavano a massima velocità, a molti metri di distanza. Le vetrine che correvano veloci ai suoi fianchi le sparavano scritte e immagini animate sugli occhi con le loro luci artificiali . Uscendo da un contradino, svoltò a sinistra di un immenso grattacielo con una pubblicità sulla fiancata che diceva 'L'impero vi protegge', e si diresse verso l'entrata della farmacia di quartiere.
Quanta gente....be', niente di nuovo si mise quindi in fila ad aspettare il suo turno. La vecchietta davanti buttò un attimo gli occhi su di lei e subito le lanciò un'occhiataccia sprezzante. ma quanto siamo gentili... Nonostante era abituata a quei generi di sguardi, cercò lo stesso di coprirsi un po' il viso con le ciocche dei capelli castani che le cadevano lunghi ai lati.
Arrivati al suo turno, Nira riferì i nomi dei 2 farmaci da comprare al droide. Questo si girò rapidamente verso uno scaffale, lo aprì e ne tirò fuori una scatola, ne aprì un altro, prese un'altra scatola e poi tornò al bancone: "PREGO, SONO 6 CI" "6 CI? No, ci dev'essere un errore...questi due farmaci sono sempre costati 3 CI insieme!" "ERRATO! IL PREZZO DELL'XYX600 E' SALITO A 5 CI, ULTIMA MODIFICA RISALE A" "Di nuovo???!" esclamò Nira irata senza far finire il droide "SIGNORINA, SI CALMI O SARO' COSTRETTO A PRENDERE PROVVEDIMENTI"
Non è possibile! Se mia madre non riceve le medicine... "L'Impero non può farci questo!! A momenti non riusciamo a comprarci da mangiare, se aumentano ancora il prezzo dei medicinali la gente non riuscirà a sopravvivere!!" Era accalorata, la sua voce alterata; gli occhi gialli erano fissi al droide come se lo volesse trafiggere, non potevano farle questo!"L'INGIURIA CONTRO L'IMPERO E' REATO! SE CONTINUA, DOVRO' CHIAMARE..."  Ma Nira non sentiva più la voce robotica...la sua mente era offuscata dal vorticare dei suoi pensieri. Non potevano farle questo: dopo la morte del padre, la madre era l'unica persona che aveva e se gliela portavano via, lei...no, non esisteva...
strinse forte gli occhi, e si estraniò da tutto ciò che stava succedendo intorno.
Le vetrine della farmacia e le medicine di Nira cominciarono a vibrare: sopra al bancone si muovevano come se avessero vita propria; i medicinali e le altre cose all'interno degli scomparti iniziarono a tremare e a sbattere tra loro...sempre più forte!! La luce saltò.
Nira, come svegliatasi improvvisamente da un sogno, aprì gli occhi. La luce tornò in un attimo e il caos dentro la farmacia ripiombò improvvisamente nelle orecchie della ragazza. Ora sentiva il vocio delle persone impaurite che si tenevano le teste e i droidi che incitavano tutti alla calma e all'ordine. Nira si guardò intorno sbalordita e prima che chiunque potesse tornare a interessarsi a lei si rivolse sbrigativa al droide di prima "D'accordo, prendo solo questo!" gli sbattè i soldi sul bancone e poi filò via rapida.
Fuori si mise a correre

E' meglio di niente...pensò fissando la scatolina. ora è meglio tornare a casa...speriamo di riuscire a fare di più domani...
e detto questo si avviò nel turbinio di vicoli, verso casa

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#37 Il 21-12-2013 a 21h31

Blablabla
Valex5
...
Messaggi: 3 455

Il ragazzo dai capelli neri e gli occhi verdi smeraldini, che ti incatenavano, con i loro meravigliosi riflessi. Quel ragazzo che sorrideva sempre, ma che non parlava mai. Quel ragazzo che era bellissimo, ma non lo sapeva.
Quel ragazzo andava tutti i giorni al mare, d’autunno con la pioggia e d’inverno con la neve, d’estate, con il sole che spacca le pietre, e di primavera, con i fiori sul balcone della gente e il loro dolce profumo che allungava le sottili dita per avvolgerlo.
Si sedeva sulla spiaggia, noncurante del freddo, del vento o dell’acqua. Fissava l’orizzonte, le montagne in lontananza, le nuvole che camminavano lentamente nel cielo, l'incresparsi del mare bagnato di luce.
Molte volte si addormentava, con la testa appoggiata sulle gambe flesse, altre volte scriveva su un taccuino nero. Solo il silenzio lo accompagnava. Non parlava con nessuno. Era lì, in quella spiaggia, che aveva visto per l’ultima volta la sua luce scomparire, per sempre, inghiottita dalle onde. Non avrebbe mai più sentito la sua risata cristallina, non avrebbe più sentito il suo profumo, quel profumo di lei, senza sostanze chimiche a nasconderlo, non avrebbe più cercato di sfiorare la sua pelle diafana di nascosto. Si era abituato, ormai, alla tachicardia che lo colpiva quando lo guardava, con quell'espressione innocente. Sperava, un giorno di poterle dire quel che il suo cuore sussurrava, con la faccia immersa nei suoi capelli di seta, fili d'oro di una creatura immortale. Si era accontentato di diventare uno dei suoi amici più cari, ma custodiva sempre quella speranza, in una scatola, tra le pieghe dell'anima. Si era immaginato la scena infinite volte e proprio su quella maledetta spiaggia. "Un giorno accadrà", si diceva. "Un giorno". Un giorno mai nato, morto con lei. D'altronde cos'è il tempo se non l'enorme condanna dell'uomo, che cerca di intrappolarlo in meccanismi, come se, in questo modo, potesse calmarlo. Quel ragazzo spera che si fermi, che smetta di torturarlo, ricordandogli ogni giorno che quei rimpianti non ci sarebbero stati se lui si fosse comportato in altro modo. Ma non lo aveva fatto e ora poteva nutrirsi solo di ricordi. 


Parole uscite dalla mente di una tredicenne in un pomeriggio di pura malinconia, perdonatemi /modules/forum/img/smilies/goutte.gif


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#38 Il 05-01-2014 a 20h39

Bronzo
Lella93
Leggo per vivere.
Luogo: Pasadena, CA
Messaggi: 12 828

Santo cielo, siete tutte bravissime ** Complimenti davvero, non so come facciate a scrivere così bene o.o


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#39 Il 23-07-2014 a 15h07

A fondo
Lilith88
...
Luogo: -Il mio comportamento è sempre una conseguenza di ciò che viene fatto -
Messaggi: 286

Perchè ti scrivo, perchè non potrò mai dirti quello che penso, oggi sentivo talmente la tua mancanza e le parole imbottigliate dentro al mio cuore vogliono uscire fuori per dirti quanto manchi, i miei pensieri stano volando da te, ma tu non li sentì, la mia anima ti sta chiamando ma tu non sentì, forse perchè non mi ami, quanto vorrei poter mandarti queste frase per farti sapere quanto mi manchi, ma non posso , perchè non mi ami, parlò con il silenzio che mi circonda e li racconto dei momenti meravigliosi passati con te, tu non ti rendevi conto mi dicevi amore, ma amavo io, mi dicevi tesoro, ma il tesoro eri tu, io avevo cuore vuoto, bruciato e in quei momenti il mio cuore prendeva vita, sono scappata prima sera perchè avevo paura che ti accorgessi quanto ti amavo, sono scappata seconda volta perchè avevo ansia di amarti tropo, eri davanti a me e io non sapevo cosa fare con un amore così grande, non potevo tenerlo, ero debole, e passato il tempo ed un giorno ricevo il tuo messaggio, quando ci beviamo un mirto insieme, è stato magnifico il mirto, sei stato magnifico tu, sono stata magnifica io, sono rinata tra i tuoi abbracci, mi perdevo tra i baci, morivo quando mi toccavi e rinascevo quando mi amavi, mai avrei sperato di trovarti, non sapere il significato di un incontro non e per me, i nostri incontri erano pieni di armonia e amore, tu guardavi luna io guardavo te, chissà forse ero una delle tue tante donne con cui vai al letto, tu invece eri il mio uomo e io volevo che ci fosse un seguito. Eri perfetto, sapevi come toccarmi le mani e come farmi gioire di felicità, ma la cosa meravigliosa di avermi permesso mettermi la tua uniforme, in quei momenti una parte della tua anima ha travalicato il tuo corpo ed e andata via con me, ogni giorno aspetto che chiami e ti rendi conto che raccogliendo pietre stai perdendo un diamante. Mi avevi chiesto "perché non scrivi per me?" Ed ecco che scrivo per te. Anche se avrei sperato di non farlo perché ciò significa che mi hai lasciato. È come quando vivi l'ultimo giorno della tua vita e sei consapevole di guardare le cose per l'ultima volta. Sapevo che dopo qualche minuto ci sarebbe stato l'inesorabile e ultimo addio. Al posto di piangere decisi di tenere impressi nella mia memoria i luoghi, gli oggetti, gli odori, tutto ciò che c'era intorno a noi e che mai più avrei rivisto. Ad ogni sguardo scappava un sorriso. Ho amato ogni singolo istante in sua compagnia, ho amato ogni suo respiro, ogni suo bacio. Come si può amare tutto di una persona che si conosce poco? Amavo e amo ogni cosa di lui, dai suoi occhi così profondi, alle smorfie che mi faceva, alle linguacce. Ho amato ogni sua parola, ogni suo silenzio. Eppure mai gli ho detto quanto lo amavo, non potevo, lui non mi amava.
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Ultima modifica di Lilith88 (Il 23-07-2014 a 15h09)

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#40 Il 27-09-2014 a 15h16

Perfetta
spyke
"Qual dama senza cavaliere è da considerarsi dama?" -Sophie Alshain
Luogo: Foreste di Blahamad
Messaggi: 17 566

visto che amo scrivere, vi lascio un inedito del mio libro, o meglio, parte del capitolo secodno del mio secondo libro, Le tre dame del re - Sangue Verde" (il capitolo è intitolato Fuoco Nero)
buona lettura
apprezzo commenti personali e critiche, da quelle negative alle costruttive


William parve perplesso: a quale casa si riferiva? Era da tempo che non sentiva quella parola; l'ultima volta che l'aveva udita si trovava alle foreste di Blahamad: alcuni centauri gli dissero che poteva considerare quella foresta come casa propria, ma davvero si riferiva a quel luogo Aralan quando parlava di casa? Poteva benissimo essere anche la Francia, del resto era la sua VERA casa. No, non poteva essere la Francia, altrimento l'avrebbe definita patria, dati i sentimenti patriotici che nutriva verso la loro terra natale.
"Qualcosa ti turba, Will?" gli chiese Aralan vedendolo pensieroso
William non rispose per diversi secondi, guardava il cielo e pensava. Poi guardò Aralan "Cosa dicevi, fratello? Scusa la mancanza d'attenzione."
"Non ti preoccupare." Rispose sbrigativo il ragazzo. "Piuttosto, a cosa stavi pensando? Ti ho visto abbastanza assente."
William sorrise: "A casa; mi stavo solo chiedendo a quale casa ti riferissi; ma ho già trovato risposta alla mia domanda."
"Illuminami, Will!" disse con aria di sfida Aralan.
L'amico accettò volentieri il duello. "Diciamo che ero combattuto tra Blahamad e la Francia, ma alla fine ho optato per la prima."
"Non sarei stato io a definire la Francia 'casa', lo sai quanto sono patriotico."
"E acuto" ammise sarcastico William.
"Non sarò mai così intelligente quanto te"
"Lo so che non sarai mai al mio livello.." ammise Aralan. Seguì un istante di puro silenzio, distrutto poi da un'euforica risata coniata dai due ragazzi. Quella gustosa risata andò disperdendosi dopo qualche istante. Aralan si chiese da quanto tempo non aveva avuto modo di divertirsi un po' con lamico.
"Tanto, troppo." Will scosse la testa, come se non volesse ricordare l'ultima volta che si eano visti.
Eppure Aralan non voleva dimenticare...

vietata la copia, ovviamente, che ne pensate?


https://i.imgur.com/OkV7EOi.jpg?2

https://i.imgur.com/zxMjyq8.gif

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#41 Il 01-10-2014 a 11h36

Più più
Aelendyl
And till my ghastly tale is told, This heart within me burns
Messaggi: 155

Io ci provo lo stesso, ma temo che questa storia sia troppo lunga /modules/forum/img/smilies/bimbo/goutte.gif Il fatto è che ci terrei davvero tanto a sentire cosa ne pensate, ma se dovesse rivelarsi troppo lunga per il topic cancellerò il commento. A malincuore, ma la cosa non dipende da me

“Ti prego, ti preeeeego! Una favola! Una favola!” La implorava il bimbo, dimenandosi sul divano.
“Eddai, Filippo, te ne ho letta una ieri. E anche l’altroieri. E il giorno prima ancora.” La ragazza sospirò: “Non sei più un poppante. Puoi addormentarti anche senza la favola della buonanotte.”
“E allora vorrà dire che non mi addormenterò affatto.” Concluse Filippo mettendo il broncio, e completando l’opera incrociando le braccia al petto e voltando la testa di lato. Il silenzio successivo durò qualche secondo di troppo, e fu sufficiente a convincerlo che la mossa strategica non aveva sortito l’effetto sperato. Ritentò con una nuova tattica: “Sarinaaaa. Cuginetta, per piacere, leggimi una favola. Ti prego.” E la guardò con enormi occhioni tristi. Sara sostenne il suo sguardo più a lungo del solito, ma alla fine fu costretta a dichiararsi sconfitta: “E va bene. Ma questa è l’ultima volta, dico sul serio.”
Il bambino esultò e le porse un libro di fiabe, poi si distese sul divano, mentre la ragazza, ritagliandosi a furia di spintarelle un angolino di sofà, prendeva posto accanto a lui.
“C’era una volta una bambina molto graziosa, amata e benvoluta da tutti, che viveva in un paesino al limitare della foresta insieme alla madre. Per il suo compleanno le era stata regalata una meravigliosa mantellina dal colore rosso acceso; le piaceva talmente tanto che la indossava tutte le volte che usciva di casa, così piano piano la gente del villaggio iniziò a chiamarla…” attaccò la ragazza, e prima ancora di arrivare alla casetta della nonna Filippo era già caduto in un sonno profondo.
Appoggiata con una spalla allo schienale del divano, Sara osservava con interesse il libro che teneva in mano. Era un libricino alto e sottile, ma inaspettatamente curato. I colori erano vividi e allegri, le illustrazioni talmente realistiche che avrebbero potuto essere scambiate per fotografie. La favola della buonanotte, insieme alla stanchezza cumulata durante la mattina e il pasto decisamente non leggero cucinato dalla nonna, cominciava a far sentire il suo effetto anche su di lei. “Chiudo un attimo le palpebre.” Si disse: “Ma tra un paio di minuti mi alzo.”
Si svegliò che era adagiata sull’erba. Solitamente non avrebbe schiacciato un pisolino in un luogo del genere; da ragazza di città quale era, detestava gli insetti e non era abituata all’ambiente della campagna. Questo inoltre sembrava un vero e proprio bosco, anzi, una radura all’interno di un bosco. Una radura baciata dal sole di un pigro pomeriggio estivo. Nonostante la poca familiarità con il luogo, si sentiva stranamente rilassata.
La gola riarsa la riportò alla realtà. Sarebbe stato bello indugiare in quel luogo incantato ancora per un po’, ma era pur sempre un essere umano e aveva dei bisogni fisiologici. Nello specifico, in quel momento avrebbe desiderato una bella limonata ghiacciata. Ma dove andare? Di sicuro non c’era un bar nei dintorni. Si mise in ascolto, e nel silenzio sonnacchioso della radura le sembrò di percepire il rumore di un corso d’acqua. Ringraziò la propria buona stella e si mise in cammino in quella direzione. I suoi passi la portarono a quello che poteva assomigliare ad un sentiero boschivo; decise di seguirlo per la buona ragione che sembrava condurre esattamente nel luogo da dove proveniva lo sciabordio dell’acqua, ora distintamente udibile. La sua insistenza fu presto premiata e dopo qualche centinaio di metri si trovò di fronte ad un limpidissimo torrente. Bevve avidamente, si lavò il viso e il collo e ci mancava poco che si inzuppasse completamente i vestiti nella foga di cercare un po’ di sollievo dalla calura. Fu come lavarsi il viso la mattina, appena alzata: la sua mente recuperò se non altro parzialmente l’abituale lucidità, per qualche secondo le sembrò di sentire nella testa il rumore degli ingranaggi che, finalmente oliati, si rimettevano in moto, e una miriade di domande cominciarono ad affollarlesi nella mente. Tra tutte, una spiccava in modo particolare: e ora, cosa avrebbe fatto? Cercare di uscire dal bosco per tornare alla civiltà era la priorità assoluta, ma non aveva la minima idea di come raggiungere l’obiettivo. Decise ben presto che la cosa più ovvia da fare era seguire il sentiero e, sperando che la sua buona stella non decidesse di piantarla in asso di lì a poco, si incamminò in direzione opposta a quella della radura.
Dopo qualche minuto le si presentò un nuova complicazione: il sentiero si biforcava. Mentre il ramo di sinistra continuava a seguire il corso del torrente, quello di destra si gettava nel profondo del bosco, addentrandosi in un groviglio di rami e foglie che per la verità non sembrava nemmeno particolarmente sicuro. “E adesso?” si chiese “Come decido quale direzione prendere?” Non conoscendo per nulla il bosco nel quale si trovava, decise di affidarsi alla fortuna: “Mia buona stella” pensò “Mia cara, piccola stellina. Se non ti sei ancora stufata di me, fammi un piccolo favore. Mandami tu un segno, dimmi che direzione devo prendere” e sedette. Nell’attesa, stette ad osservare una libellula posatasi su una foglia lì vicino. Ne ammirò il corpo slanciato e la lucentezza delle ali, e si lasciò sfuggire un “ooooh!” di meraviglia quando questa si librò in aria e si mise a svolazzarle proprio di fronte al naso, quasi avesse preso la sua maglietta verde smeraldo per una foglia gigante, pista d’atterraggio per libellule. “Aspetta aspetta” mormorò la ragazza “Non sarà che il mio segno sei proprio tu?” La libellula ondeggiò in aria un paio di volte, quasi come se stesse annuendo, poi virò verso destra, addentrandosi nel bosco.
Sara deglutì, ma si fece forza. Dopotutto, se quello era un segno, non poteva lasciarselo scappare, e si incamminò all’inseguimento della creaturina alata. Il bosco attorno a lei si faceva sempre più fitto, il terreno più accidentato e la voglia di tornare indietro sempre più forte, ma resistette. Si stava facendo largo dentro di lei una sensazione strana, come se in quel bosco non fosse l’unica. “Che stupidaggine” si disse “E’ un bosco, sarà pieno di animali. E’ ovvio che non sei l’unico essere vivente da queste parti”, ma non riuscì ad allontanare da lei l’impressione che un altro essere senziente fosse vicino. Uno dalle intenzioni non proprio pacifiche.
Ad un certo punto, la sensazione si fece talmente acuta da farle quasi male, tanto da costringerla a fermarsi. Il suo istinto le diceva che poco più in là, nell’intrico di rami alla destra del sentiero, era nascosto qualcosa, qualcosa che se ne stava lì rintanato ad aspettare da parecchio tempo con intenti chiaramente ostili. Non azzardò un passo di più, ma si sistemò lentamente gli occhiali sul naso e scrutò l’ombra di fronte a sé. E poi li vide. Un paio di occhi, neri come la pece, terrificanti, chiaramente rivolti nella sua direzione. Un profondo ringhio la illuminò su quale fosse la creatura cui quel paio di occhi apparteneva e, prima che il lupo potesse saltarle addosso e darle un assaggio di quanto fossero affilati i suoi denti, girò i tacchi e se la diede a gambe, maledicendo mentalmente se stessa e la sua buona stella e la stupida libellula che l’aveva condotta fin lì, e poi di nuovo se stessa per aver seguito la stupida libellula che l’aveva condotta fin lì. Non si voltò indietro. Nella fretta di mettersi in salvo non fece caso neppure al fatto che il lupo non la stesse seguendo, ma continuò a correre fino a sbucare di nuovo al bivio. Fu lì che inciampò in una radice e cadde lunga distesa sui sassi.
“Oh, cielo. Ti senti bene? Non ti sei fatta male, vero?” chiese una vocina chiaramente preoccupata. Sara alzò lo sguardo e i suoi occhi si posarono dapprima su un cestino di vimini caduto a terra, poi sul viso dolce di una ragazzina che portava una mantellina rossa. Prima di rispondere gettò un’occhiata ansiosa alle sue spalle e, sinceratasi che il lupo non l’avesse seguita, bofonchiò: “No, tranquilla, sto bene”.
“Meno male” la bambina appariva sollevata. Si chinò a raccogliere il cestino da pic-nic il cui contenuto, fortunatamente, non era stato rovesciato: “Ma dimmi, come mai correvi così? Ti ha forse spaventata qualcosa? Se ti fa paura quel sentiero ti ci posso accompagnare io, sai, faccio sempre quella strada per andare a casa della no…”
“No!” urlò Sara con foga: “Non andare per di là!”
La bimba sussultò, ma prima che potesse chiederle spiegazioni Sara continuò: “C’è un lupo. Un lupo enorme. L’ho appena incontrato, è per questo che sono scappata.”
Le parole sortirono l’effetto sperato sulla bambina, che apparve seriamente preoccupata. “Oh, cielo” esclamò: “Allora vorrà dire che prenderò l’altra strada. E’ un po’ più lunga, ma posso arrivare a casa della nonna anche per di là. Grazie mille per avermi avvertita, signorina…uhm, non so come ti chiami”
“Oh, mi chiamo Sara”
“Allora grazie mille, signorina Sara” sorrise la bambina dalla mantellina rossa: “Per ringraziarti, tieni questo. E’ un dolcetto che stavo portando alla mia nonna, una crostatina alla marmellata di mirtilli, ma ce ne sono tanti altri, e la nonna di sicuro non si arrabbierà.” disse, e le porse il dolcetto avvolto in un tovagliolino candido. “Ora ti saluto, la mia nonna mi starà aspettando” sorrise, e si incamminò per il sentiero di sinistra.
Sara sedette per terra in riva al fiume. La sua buona azione quotidiana l’aveva fatta, pensò, adesso doveva trovare solo un modo per uscire da quella foresta, prima che il lupo tornasse a cercarla per averlo privato della sua cena. Certo, sorrise tra sé, ma non prima di aver mangiato questa meravigliosa crostatina. E così fece: mangiò, bevve a volontà, e alla fine si sentiva talmente bene da concedersi un sonnellino sotto un albero.

“Sara? Sara, non ti sarai mica addormentata?” Filippo la guardava ridendo sotto i baffi. La ragazza sussultò: “Fil, avresti dovuto svegliarmi! Mi sono addormentata leggendo il libro di Cappuccetto Rosso e ho fatto un sogno stranissimo!”
Il bimbo la guardò perplesso: “Il libro di chi?”
“Cappuccetto Rosso.” Rispose Sara, sicura, ma dato che il cuginetto continuava a sembrare dubbioso aggiunse : “La favola della bambina con la mantellina rossa che andando dalla nonna incontra il lupo, che la mangia e…”
“Mai sentita” dichiarò Filippo.
“Dai, non prendermi in giro, avevo il libro in mano poco fa. Vero, nonna, che avevo in mano il libro di Cappuccetto Rosso?”
“Il libro di chi? Rispose la nonna dall’altra stanza. La ragazza si sentì spiazzata. “Non prendetemi in giro” ripeté “Sai che ti dico, adesso vado a cercarla su Google e te la mostro.” Estrasse lo smartphone dalla tasca, avviò il browser e digitò “Cappuccetto Rosso”.
“La ricerca di - Cappuccetto Rosso - non ha prodotto risultati in nessun documento.” Le rispose Google.

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#42 Il 05-01-2015 a 17h34

A fondo
...
Messaggi: 264

Che bella storia !!!
Hai avuto molta fantasia !!! /vendor/beemoov/forum/../../../public/forum/smilies/smile.png /vendor/beemoov/forum/../../../public/forum/smilies/wink.png
si possono scrivere poesie?

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#43 Il 06-02-2015 a 13h09

Niente male
Glacial
"La fine arriva prima di quando la si aspetta..."
Messaggi: 22

"Nessuno mi ha mai notato perché dovrebbero iniziare ora? Sono io quella problematica me lo dicono tutti, ormai ne sono convinta anche io" gli spiegai.
"Io le cose le dico in faccia, e non mi sembra che ti abbia mai detto qualcosa di offensivo..." mi rispose lui.
"Perché ti comporti da migliore amico e poi, alla prima occasione, mi ignori, stai con i tuoi amici e fomenti i loro commenti senza mai difendermi?" mi faceva schifo pensarlo ma mi disgustava ancora di più, lui con la sua doppia faccia...
"Tu non capisci... io non potevo e non posso ancora difenderti... mi prenderebbero per pazzo... ci sono molti motivi." Acido, volevo scioglierlo nell'acido quando rispondeva così.
"Infatti il bello e il popolare della scuola non dovrebbe parlare neanche alla reietta, alla squallida e alla stupida secchiona che non solo è costretta a subire tutto ciò che mi fate, ma deve anche stare in silenzio per non farvi rovinare la reputazione..."
"Solo perché mi odi non devi sputarmi tutto in faccia. Io non ti ho mai fatto nulla che ti potesse nuocere."
"E allora se non vuoi rovinarti la reputazione perché mi parli ancora? Perché ci dobbiamo vedere la notte per parlare di quanto mi fai schifo? E' bello sentire che c'è qualcuno che sta peggio e che non riesce a dimenticare i vostri gesti!?" Si era infuriato.
"Perché non riesci a capire che ti amo! Che vengo qui solo per guardarti, per sentire la tua voce, per confortarti..." Si rese conto troppo tardi delle parole che gli erano uscite di bocca e capii che non gliene fregava niente e mi baciò come se esistessimo solo noi due in quel momento, come se mi potesse trasmettere tutto il suo amore solo con quello... Mi amava e io? Io... Io... lo amavo, altrimenti non avrei continuato il bacio.
/modules/forum/img/smilies/bimbo/malheureuse.gif  /modules/forum/img/smilies/bimbo/amoureuse.gif  /modules/forum/img/smilies/coeur.gif

Spero vi piaccia il mio racconto... L'ho scritto sul momento!!!  /modules/forum/img/smilies/bimbo/bave.gif  /modules/forum/img/smilies/bimbo/bave.gif

Ultima modifica di Glacial (Il 06-02-2015 a 13h11)


"E se alla fine ti rendessi conto che tutto ciò per cui hai lottato fosse una misera menzogna?"

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#44 Il 18-02-2015 a 12h14

Niente male
...
Messaggi: 46

Belllllo !!!! /vendor/beemoov/forum/../../../public/forum/smilies/big_smile.png

Ultima modifica di Ariana7 (Il 18-02-2015 a 12h14)

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#45 Il 18-02-2015 a 23h37

Più più
Regina68
...
Messaggi: 161

Tutto quello che scrivo è pura fantasia,non è successo nella realtà....
Spero non sia contro qualche regola,in tal caso vi chiedo io stessa di eliminare/modificare il messaggio e/o di avvertirmi.
Sono cattiva,voglio cercare di farvi piangere,(Muahahaha).
_______________________________
Un giorno,dopo essere uscita da scuola, Aurora tornò subito a casa, impaziente di vedere la sua amica a quattro zampe ma...
《Mamma, papà, dov'è Stella?》
Il papà si avvicinò alla figlia e gli disse:
《Tu sai che i cani e i gatti, prima o poi, se ne vanno, vero?》
La bambina scioccata, rispose:
《Che è successo a Stella??》 Col batticuore.
Una volta avergli raccontato che era scappata, Aurora fece finta di niente.
Arrivò la sera, i genitori e Aurora erano già a letto da parecchio tempo.
《Proprio quando avevo trovato un'amica...lei se ne va??》
Questo pensò la bambina.... Che verso le 2:00 del mattino prese il suo zainetto e uscì di casa.
L'indomani i genitori non vedendola, preoccupati chiamano la scuola e le sue amiche, per prima cosa, ma tutti gli rispondono la stessa cosa; cioè che non ne sapevano nulla.
La mamma col cuore in gola corre fuori a cercare la figlia, e verso le 8:15 del mattino la trova.
Era abbracciata a Stella inginocchiata per terra...

Ultima modifica di Regina68 (Il 19-02-2015 a 18h55)

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#46 Il 26-02-2015 a 10h24

Più più
Aelendyl
And till my ghastly tale is told, This heart within me burns
Messaggi: 155

Regina68 ha scritto

Tutto quello che scrivo è pura fantasia,non è successo nella realtà....
Spero non sia contro qualche regola,in tal caso vi chiedo io stessa di eliminare/modificare il messaggio e/o di avvertirmi.
Sono cattiva,voglio cercare di farvi piangere,(Muahahaha)

Ma...ma... a me sono scesi sì i lacrimoni a leggere questa storia! /modules/forum/img/smilies/bimbo/malheureuse.gif Non può essere contro le regole, o perlomeno dev'esserci qualche cavillo che ti permetta di tenerla qui XD A me è piaciuta molto

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#47 Il 06-03-2015 a 19h11

A fondo
Petit
...
Messaggi: 259

Vi racconto due episodi che mi sono successi e che io ho trovato piuttosto divertente xD
Allora un'estate ero andata da mia sorella ad aiutarla in negozio e viene una sua cliente -Ehi ma quella è tua sorella?-
mia sorella -si-
- quanti anni ha 21?-
-nooo, ha 12(o erano 13)-
Cioè ma ti sembra, ok che mi spaccio per commessa ma non sono così vecchia LOL.
L'anno scorso a 15 anni vado in ospedale ed ecco mi trovo davanti a questo signore dietro il tavolino:
-ok tutto a posto, quanti anni ha signorina?-
-15 appena compiuti-
-davvero?!?! Sembravi più piccola te ne avrei dato 12-

Cioè ma allora mi prendete per i fondelli xD

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#48 Il 10-03-2015 a 16h41

Power
albachan
"Change it if you can't accept; leave it if you can't change."
Messaggi: 602

Il mio libro di spagnolo è usato, e io non cancello mai gli esercizi così che ce li abbia già belli e pronti.


https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQwP91keLwAG_j9KmEs0KORhSQUCPHclq4gVaTT-4IHuiwGxuGo

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#49 Il 17-03-2015 a 18h03

Niente male
Glacial
"La fine arriva prima di quando la si aspetta..."
Messaggi: 22

I vostri racconti sono troppo divertenti!
/modules/forum/img/smilies/bimbo/bave.gif


"E se alla fine ti rendessi conto che tutto ciò per cui hai lottato fosse una misera menzogna?"

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#50 Il 17-03-2015 a 18h19

Che classe
Myranda
Come manchi tu, non manca niente! ✄
Luogo: Wonderland
Messaggi: 4 848

Bellissimi... che ridere!!!!

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